Lirica – Il Barbiere di Siviglia – 11 giugno 2008 ore 21

Teatro
Fenaroli
Scheda spettacolo
Data mercoledì 11 Giugno 2008
Ora 21:00
Categoria Rete Abruzzese per lo Spettacolo
Stagione 2007/2008

Melodramma buffo in due atti di Cesare Sterbini
musica di Gioacchino Rossini

Nuovo allestimento del Teatro Marrucino- Rete Abruzzese per lo Spettacolo

Orchestra e Coro del Teatro Marrucino

Personaggi e interpreti:
Rosina    Paola Antonucci, Francesca Bruni, Valentina Di Cola
Il Conte D’Almaviva    Sabino Martemucci
Figaro    Gianpiero Ruggeri, Christian Starinieri
Bartolo    Nejat Isik Belen
Basilio    Antonio Marani
Fiorello    Francesco Landolfi
Berta    Ozge Kaleiloglu, Tomomi Ogasa
Un Ufficiale   Dario Pattile, Mirco Zizzi
Ambrogio   Raffaele Pisani

Maestro concertatore e direttore Claudio Desderi

Regia Isabella Crisante

Figaro, Rosina e la giovinezza: le note musicali di Claudio Desderi
Rossini…Il Barbiere di Siviglia…allegria, spensieratezza, gioia di vivere… In Orchestra, nel Coro e nelle voci dei protagonisti la felicità musicale non si ferma solo in un istante: in definitiva si vive una febbre ritmica che contagia e costringe tutti a vivere insieme l’ebbrezza delle “bollicine champagne” rossiniane: quel terribile Don Basilio che appare luciferino con la sua filosofica “Calunnia” si stempera subito al secco NO del saggio Bartolo, a commento della famosa aria, così come lo stesso Bartolo che sembra furbo, intelligente, colto, seppur innamorato della pupilla attraente e geniale, cade nella trappola del travestimento del Conte in Don Alonso… il quale sarà anche il Conte di Almaviva ma non sa far di meglio che affidarsi a un gruppo di scalcinati strumentisti per una serenata notturna, tanto che deve rimediare da solo accompagnandosi con la fedele chitarra… e poi rischia addirittura l’arresto e per fortuna che a quell’epoca il “Lei non sa con chi parla!!!” aveva un certo fascino… E Figaro? Fa tutto e fa tutto bene, combina guai ma rimedia, sembra essere pronto a portare a termine le avventure più intricate (che abbia letto il libretto in anticipo o si tratta di Rossini stesso che si è scritto la più famosa Cavatina della storia della Musica… facile e difficile allo stesso tempo ma comunque su misura per un grande successo?) E la bella Rosina? Attenzione maschi di tutto il mondo!, un tipino così va bene solo per chi ama vivere pericolosamente, con quel caratterino… D’altronde lo confida lei stessa presentandosi: “Io sono docile sono obbediente… ma se mi toccano…brrr!!!! Buon divertimento, noi ad ogni Barbiere si ringiovanisce… quindi pronti per il prossimo!!

Un’inutile precauzione combattere l’amore: la fresca regia di Isabella Crisante
Realizzare la regia di un titolo così noto è una sfida a cui mi sono volentieri sottoposta, quando poi a dirigerla è un Maestro come Claudio Desderi…….tremano le vene dei polsi… D’altronde è un’occasione privilegiata in cui mi sono immersa totalmente con l’affettuoso sostegno del mondo “dietro le quinte” del teatro: ovvero macchinisti, costruttori e attrezzisti che hanno realizzato la stilizzata scenografia e la decorazione degli arredi minimali impreziositi dalle luci e dalle video-proiezioni pensate insieme al disegnatore luci, Ivano, grazie al lavoro degli “elettrici” ed infine i costumi sapientemente realizzati da Marina ed Attilio che hanno fatto (gli ormai consueti) miracoli. Insomma una vera realizzazione corale del Teatro in cui la compagnia di Canto ha trovato la giusta cornice …GRAZIE.
Le linee di regia si muovono dalla trilogia teatrale di Beaumarchais composta da “le Barbier de Seville”, “le Mariage de Figaro” e “la Mère coupable”: l’eccezionalità del lavoro teatrale è confermata (se fosse necessario) dalla trasposizione operistica di ben due titoli realizzata cronologicamente all’inverso ovvero Le Nozze di Figaro da Mozart, con il libretto di Da Ponte prima, e le due versioni del Barbiere di Siviglia da Paisiello (librettista Petrosellini) e da Rossini con il libretto di Sterbini, poi. ll filo rosso che collega i personaggi tra un’episodio e l’altro della trilogia è stato il motore propulsivo della regia in cui ho voluto riportare alla luce i caratteri e le motivazioni della storia che vede Figaro abile “factotum” (come lo battezza Rossini) della storia d’amore tra il Conte d’Almaviva (alias Lindoro, l’Ufficiale ubriaco, Don Alonso) e la “spiritosa” Rosina pupilla inquieta del Dottor Bartolo (ovvero Barbaro, Balordo, Bertoldo) cui si affianca (per infine tradirlo) il truce e servile Don Basilio
La scelta di una realizzazione semiscenica mi ha motivato alla ricerca di immagini da proiettare sia per creare i differenti ambienti esterni ed interni della casa di Don Bartolo, sia per avvolgere nella luce appropriata le differenti emozioni espresse sul palcoscenico. La dinamica teatrale è talmente esaltata dalla musica di Rossini che spesso la regia scaturisce dalla partitura stessa, i numerosi recitativi che collegano le parti musicali formano l’ordito narrativo. Al gentile pubblico non resta che accomodarsi e viaggiare nel tempo fino a Siviglia dove (nuovamente) vedrà, come dice Beaumarchais, che “quando la gioventù e l’amore si alleano per ingannare un vecchio, ogni tentativo di opporsi può ben dirsi UN’INUTILE PRECAUZIONE”.

Biglietti in vendita presso il botteghino del teatro dal 10 giugno (8.30/11 – 16.30/19); in prenotazione online dal sito del teatro dal 6 giugno

Il barbiere di Siviglia è un’opera lirica di Gioachino Rossini su libretto di Cesare Sterbini tratto dalla commedia omonima di Beaumarchais.
Il titolo originale è Almaviva, o sia l’inutile precauzione. Il libretto era stato già musicato l’anno prima da Francesco Morlacchi. Prima di lui, Giovanni Paisiello aveva messo in scena il suo Barbiere di Siviglia nel 1782.

La prima rappresentazione ebbe luogo il 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina, a Roma, e terminò fra i fischi. A provocarli, secondo i pettegolezzi dell’epoca, sarebbero stati gli impresari di un teatro concorrente, il Teatro Valle; secondo altri, la colpa fu di alcuni seguaci di Paisiello e della sua versione dell’opera. Il solo annuncio che Rossini stava preparando una nuova versione del Barbiere di Siviglia aveva suscitato non poche polemiche, anche in considerazione del fatto che all’epoca Paisiello era ancora vivo.

Il fiasco della prima fu però riscattato immediatamente dal successo delle repliche, e l’opera di Rossini finì presto per oscurare la precedente versione di Paisiello.

Il contralto Geltrude Righetti Giorgi fu la prima Rosina della storia mentre il ruolo di Almaviva fu affidato al grande tenore spagnolo Manuel García.

(da Wikipedia)

Trama

Atto I

Il conte di Almaviva è innamorato della bella Rosina, che abita nella casa del suo anziano tutore, don Bartolo, a sua volta segretamente intenzionato a sposarla. Il conte chiede a Figaro, barbiere nonché "factotum della città", di aiutarlo a conquistare il cuore della ragazza, alla quale si è presentato sotto il falso nome di Lindoro.

Figaro consiglia al conte di cambiare personalità e fingersi un giovane soldato, cui Rosina si dimostra presto interessata grazie anche ad una bella serenata cantata sotto le finestre della casa del dottore; il barbiere procura inoltre a Lindoro un foglio che ne attesta la temporanea residenza in casa di don Bartolo e tenta di allacciare i rapporti con Rosina.

Don Basilio, il maestro di musica della ragazza, sa della presenza del conte di Almaviva in Siviglia e suggerisce a don Bartolo di calunniarlo per sminuirne la figura, giunge in casa sorprendendo Figaro e Rosina. La ragazza aveva già scritto un biglietto per Lindoro, ma Don Bartolo si accorge che manca un foglio dal taccuino e striglia Rosina.

Secondo i piani, il conte di Almaviva irrompe nella casa di Don Bartolo fingendosi un soldato ubriaco, ma crea una tale confusione che arrivano i gendarmi. Quando però il conte si fa riconoscere di nascosto dall’ufficiale, i soldati si ritirano in buon ordine, lasciando Don Bartolo esterrefatto.

Atto II

Bartolo comincia a sospettare riguardo alla vera identità del giovane soldato. Giunge il sedicente maestro di musica Don Alonso (in realtà sempre il conte, celato in un nuovo travestimento), che afferma di essere stato inviato da Don Basilio, rimasto a casa febbricitante, a sostituirlo nella lezione di canto per Rosina.

Per guadagnare la fiducia del tutore, il finto Don Alonso gli mostra il biglietto che Rosina gli aveva mandato. Nel frattempo giunge Figaro con il compito di radere la barba al padrone di casa. Nonostante Figaro faccia il possibile per coprire la conversazione dei due giovani, Bartolo capta le loro parole e caccia tutti. Con lui resta solo Berta, la serva, a commiserare il vecchio padrone.

Bartolo fa credere a Rosina, mostrandole il biglietto consegnatogli da Don Alonso, che Lindoro e Figaro si vogliano prendere gioco di lei, e quest’ultima amareggiata acconsente alle nozze con il suo tutore, che prontamente fa chiamare il notaio. In quel momento arriva anche Don Basilio, mentre con una scala Figaro e il Conte entrano in casa dalla finestra e raggiungono Rosina. Finalmente il conte rivela la propria identità, per chiarire la situazione e convincere la fanciulla della sincerità del suo amore.

Bartolo ha però fatto togliere la scala e i tre complici si trovano senza via di fuga. In quel mentre sopraggiunge il notaio chiamato a stendere il contratto della nozze tra Bartolo e Rosina. Approfittando dell’assenza temporanea del tutore, il conte convince lui e Basilio (dietro congrua ricompensa) a inserire nel contratto il nome suo in luogo di quello di Bartolo. Giunto troppo tardi, a quest’ultimo resta la magra consolazione di aver risparmiato la dote per Rosina, che il conte di Almaviva rifiuta. Gli amanti coronano dunque il loro sogno.

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