Cabaret - Fabrizio Casalino
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Venerdi 5 Marzo 2010 ore 21:00
Biglietti in vendita presso il botteghino del teatro (lun/ven 16.30/19.30) e online.
Nasce a Genova nel ’70. Nel ’94 viene scelto dal Premio Tenco come migliore artista esordiente fra le nuove leve della canzone d’autore. Nel ’96, mentre si laurea in giurisprudenza, pubblica un cd con la Polygram, intitolato “Come un angelo”. Nel ’99 scopre la propria “vena comica”, aiutato dalla collaborazione con i Cavalli Marci. Nasce così Giginho, ospite frequente dei loro spettacoli.
Dalla fine del 2002 è ospite fisso del Colorado Cafè a Milano con Diego Abatantuono.
Ha partecipato alla prima edizione della trasmissione televisiva di Raidue “Bulldozer” e a quella di “Colorado Cafè Live” in onda da fine settembre 2003 su Italia Uno con la direzione artistica di Diego Abatantuono.
Dal febbraio 2004 fa parte del cast fisso della seconda edizione di "Colorado Cafè Live" in onda su Italia Uno con la conduzione di Andrea Appi e Rossella Brescia. Nel dicembre 2004 ha pubblicato il cd "Italia Brasile sola andata", e nel marzo 2005 il libro "quattro salti in favela.
Giginho viene da Rio De Janeiro, indossa immancabilmente la maglia della nazionale di calcio del Brasile e canta famose sambe rivisitandone il testo in chiave comica: in un portoghese maccheronico, ma sotto l’effetto costante della “Saudagi”, la tipica malinconia-allegria del Carnevale. Con il sorriso insondabile del popolo carioca e l’inseparabile chitarra, canta d’amore, guai con il fisco, storie delinquenziali. Su tutto aleggia l’ombra di Luis Aldairton Fernando Ernesto Marcantonio Gilberto Primiziius Cassius Tapioca, fantomatico profeta della bossanova, che definisce “U meu grangi maestru”.
Il cantautore responsabile: Cosa fa Vasco quando gli si rompe la lavatrice? Cosa direbbe Carmen Consoli ad un casellante? Non sono ipotesi di scuola. Il cantautore responsabile mette i grandi autori della canzone davanti alle proprie responsabilità: li costringe ad affrontare i veri problemi della vita. L’esito non può che essere esilarante.
Carmen, balletto in due atti di Fredy Franzutti è una delle produzioni più di successo della sua compagnia il "Balletto del Sud". In una versione della celeberrima eroina di Prosper Mérimée si esalta il carattere della bellezza medusea che seduce il pubblico di sempre anche grazie alla popolarissima musica di Georges Bizet al quale testo dedicò un’opera lirica. Carmen è ambientata in una Spagna letta da un punto di vista di autori che ne colorano la componente esotica aumentando il fascino delle caratteristiche tipiche della tradizione popolare di questa terra che fu crocevia di popoli e culture. Alle musiche di Bizet si affiancano opere di altri autori (Albéniz, Chabrier e Massenet) che guardano nella stessa maniera il paese e il popolo spagnolo dalla raffinatissima Parigi. Il modo in cui i personaggi vivono elementi come il fato, il destino avverso, la superstizione, la passione, il tradimento, la gelosia fino all'omicidio d'onore è tutt'ora invariato in produzioni teatrali o cinematografiche contemporanee a cui la coreografia fa riferimento.
Per la prima volta nel cartellone del Fenaroli uno spettacolo di danza, con una nuova versione dell’Otello, in cui il maestro coreografo Fabrizio Monteverde rivisita il testo shakespiriano lavorando soprattutto sugli snodi psicologici che determinano le dinamiche dei rapporti Otello-Desdemona-Cassio, rese ancor più suggestive dall’ambientazione del balletto in un moderno porto di mare. Il lavoro, che ha debuttato al Festival Civitanova Danza l’estate scorsa, sta vivendo una intesa tournee italiana, grazie alla bravura dei 14 ballerini che con grande abilità e professionalità danzano le emozioni dei famosi personaggi di una storia sempre affascinante, creando un'atmosfera di notevole attenzione ipnotica negli spettatori.
Il Parco degli Alberi Parlanti esiste davvero e si trova a Treviso. Nel Parco succedono cose strane può accadere per esempio che la perfida Maga Cornacchia con i suoi tre aiutanti cerchi di portare via il gufo che vive nel grande cedro...
Fra scatole magiche, valigie piene di sorprese, misteriosi bauli, trine, merletti e vecchi cappelli, il Cappellaio Matto e la Lepre Marzolina hanno fatto un patto con il Tempo, che per loro si è fermato per sempre all’ora della merenda.
Filiberto… il fantasma inesperto, è una favola in cui scherzo e ironia la fanno da padroni. Lo spettacolo, per la tenerezza delle immagini, il lieto fine e la bonaria ironia di cui è pervaso, è un racconto delicato che, oltre a divertire il giovane pubblico, trasmette un messaggio di speranza e di fiducia. Il testo ha una struttura molto semplice; si divide in quattro scene con cui la narrazione riesce a snodarsi in modo estremamente fluido. Gli accadimenti hanno, in tal modo, una comunicabilità immediata per ciò che concerne l’aspetto visivo e per ciò che concerne l’aspetto recitativo. L’espressionismo della recitazione, essendo esasperato al massimo, diventa a dir poco fumettistico e a tratti assume la forma utilizzata nei cartoon.
Una compagnia teatrale mette in scena “Il Ciclope” di Euripide e per meglio rendere il personaggio di Polifemo decide di ingaggiare per il ruolo un vero Orco. Alla fine della rappresentazione il bestione viene chiuso dentro un baule da trasporto, caricato sul camion e così di sera in sera. Approfittando di una pausa caffè nello smontaggio l’Orco fa capolino dal suo cassone, si rivolge al pubblico e chiede di essere liberato, promette che scapperà nei boschi senza dar fastidio a nessuno, lui è un Orco buono, come ce ne sono tanti, Shrek ne è la prova più lampante. Come si comporterà il pubblico? E come reagiranno i macchinisti della compagnia?
Il celebre e centenario burattino di Collodi è un pozzo di significati: è come se un Pinocchio fosse dentro l'altro, ed ogni giorno ne viene fuori uno diverso, quante sono le chiavi di lettura.
Il primo gruppo di racconti di un progetto narrativo più ampio, che non riguarda solamente la tradizione, comprende tre storie tratte da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, che già dal Seicento, prima che arrivassero nei testi di Perrault e dei fratelli Grimm, aveva raccolto alcune fra le più belle fiabe della tradizione popolare, da Cenerentola a Prezzemolina al Gatto con gli stivali.