ROSAURA ALLE DIECI
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sabato 17 gennaio 2026 ore 21.00
ROSAURA ALLE DIECI
di Marco Denevi
ideazione, regia e interpretazione di Stefano Angelucci Marino e Rossella Gesini | traduzione e adattamento Stefano Angelucci Marino | maschere Brat Teatro | burattini e mascheroni Brina Babini | costumi e scenografia Vize Ruffo | disegno luci Ettore Nigro | luci e suono Tony Lioci | coproduzione Teatro del Sangro – Green Factory
Un mistero da risolvere, cinque punti di vista diversi, ognuno credibile, nessuno definitivo. Pubblicato nel 1955, considerato tra i migliori romanzi argentini e tradotto in varie lingue, il primo romanzo di uno scrittore a lungo trascurato che merita una nuova ribalta.
Cinque maschere antropomorfe, burattini, mascheroni e ombre contraddistinguono l’inedita versione teatrale e italiana di Rosaura alle dieci di Marco Denevi, mai tradotto sinora per i nostri palcoscenici, che si affida a un codice espressivo nato dalle suggestioni create dai murales e dai “bamboloni” della Boca, il celebre barrio porteño caratterizzato da una forte impronta italiana. Angelucci Marino e Rossella Gesini proseguono nel solco di una linea programmatica, che s’è fatta negli anni una loro particolare impronta: narrare, senza retorica e luoghi comuni, la storia degli emigranti, degli italiani “senza patria” divisi nel cuore, nella lingua, nella cultura.
Rosaura alle dieci è la storia di un delitto raccontata da cinque diversi protagonisti, ciascuno dei quali fornisce un tassello che completa il puzzle, ciascuno con la sua voce magnificamente distinta dalle altre. Consciamente o inconsciamente tutti e cinque mentono, eppure, consciamente o inconsciamente, tutti e cinque dicono la verità.
Rosaura alle dieci è ambientato a Buenos Aires durante gli ultimi anni del regime di Perón. Nel romanzo non ci sono riferimenti precisi alle vicende politiche, ma il lettore che conosce quel periodo avverte la tensione sociale che contrappone la cosiddetta aristocrazia - ormai al tramonto anche se sopravvissuta alla seconda guerra mondiale - al populismo in ascesa, che ricorda in qualche misura il fascismo italiano: questa tensione avrebbe avuto il suo insoddisfacente scioglimento nella Revolución Libertadora del 1955, che pose fine al primo mandato di Perón gettando però il seme di ciò che, vent'anni dopo, avrebbe portato alla sanguinosa dittatura militare e alla tragica guerra delle Malvinas.
Il cast di Denevi è un campionario della società bairense nella prima metà del Novecento: spagnoli da tempo acclimatatisi, come Doña Milagros; poveri da poco giunti dalle province, come Marta Correa (o María: il nome delle sorelle di Lazzaro non è casuale), attratti dalla promessa di Perón di una vita migliore in cambio dell'appoggio politico; intellettuali pedanti alla ricerca di un ruolo nel mosaico sociale, come David Réguel; individui privati di ogni gioia come Camilo Canegato - una parodia del Gregor Samsa di Kafka - intrappolato nel guscio della propria timidezza, dal quale può sfuggire solo in direzione di un mondo di fantasie erotiche ed artistiche.
Denevi non compie discriminazioni fra un personaggio e l'altro. Citiamo Simone Weil (che Denevi ammirava parecchio): "Esiste un obbligo nei confronti di ciascun essere umano per la sola ragione che lui o lei è un essere umano, senza che nessun'altra condizione debba essere soddisfatta, e anche se dell'esistenza di tale obbligo l'individuo in oggetto non si rende conto". In questo, Denevi credeva sul serio.
Il Progetto Rosaura alle dieci nasce dall’esperienza teatrale vissuta in Sudamerica (Argentina, Uruguay e Paraguay) dal 2014 a tutt’oggi dagli attori e registi Stefano Angelucci Marino e Rossella Gesini, grazie a cinque produzioni (“Tanos” 2016, “Arturo lo chef” 2018, “Hermanos” 2019, “Familia Paone” 2022, “Stéfano” di Armando Discepolo 2023 e “Grigia assenza” di Roberto Tito Cossa 2024) realizzate con il Teatro Stabile d’Abruzzo. I due artisti, dopo essere entrati in contatto diretto con la prima, seconda, terza e quarta generazione dei migranti italiani, sentono ora il bisogno di affrontare la grande drammaturgia argentina di origine italiana.
Rosaura alle dieci fu il primo romanzo di Marco Denevi. Pubblicato in Argentina nel 1955, vinse il Premio Kraft. Un membro della giuria, il romanziere Manuel Mujica Láinez, raccontò in seguito del generale senso di sollievo al cospetto di quest'opera: "Finalmente una storia, e non una congerie di elucubrazioni disconnesse. Ecco finalmente un vero romanzo".
Marco Denevi è stato uno scrittore argentino (Buenos Aires 1922-1998). Negli anni dell'adolescenza si dedicò alla musica, passione poi raffreddatasi con l'inizio della sua produzione narrativa. Esordì nel 1955 con il romanzo Rosaura a las diez (Rosaura alle dieci), giallo visionario nel quale ogni personaggio narra la medesima storia dal proprio punto di vista, rendendo difficile l'individuazione di una realtà oggettiva e addirittura dell'identità stessa dei protagonisti. Nella maggior parte dei suoi romanzi sono presenze costanti la dualità e l'imprevedibilità del reale. Dal suo secondo romanzo, Ceremonia secreta (1960; Cerimonia segreta), caratterizzato sempre da intrecci polizieschi, venne tratto nel 1968 l'omonimo film di J. Losey. Successivamente Denevi pubblicò il racconto Falsificaciones (1966; Falsificazioni), e i romanzi Enciclopedia secreta de una familia argentina (1986; Enciclopedia segreta di una famiglia argentina), Música de amor perdido (1991; Musica di amor perduto), Hierba del cielo (1991; Erba del cielo), El amor es un pájaro rebelde (1993; L'amore è un uccello ribelle), descrizione della vita della Buenos Aires periferica, caratterizzata dalla solitudine interiore dei suoi abitanti. Scrisse anche opere per il teatro tra le quali si ricordano Los expedientes (1957; Gli espedienti) e El emperador de la China (1959: L'imperatore della Cina).
Biglietto intero € 15,00, ridotto (over 65 e under 16) € 12,00. Botteghino il giorno stesso dello spettacolo.
Info e prenotazioni 353.3778895 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – www.teatrostudio.it