Teatro Comunale Fedele Fenaroli, Lanciano

Sabato, 10 Marzo 2018 16:24

Prosa - Le nostre donne

sabato 10 marzo 2018 ore 21.00

LE NOSTRE DONNE

di Eric Assous

Compagnia Teatrozeta

regia Livio Galassi

con Edoardo Siravo, Manuele Morgese ed Emanuele Salce

Biglietti in vendita presso il botteghino del teatro 8, 9 e 10 marzo (16.30/19.30) oppure su www.i-ticket.it

Lo spettacolo ha avuto un enorme successo in Francia nell’ultima stagione grazie all’intreccio brillante e accattivante del testo, e alla partecipazione di tre grandi interpreti come Jean Reno, Richard Berry, Patrick Braoudé

Lo spettacolo: Si tratta di una commedia brillante tutta al maschile. Tre sono i personaggi che dipingono dal loro mondo, maschile appunto, il mondo femminile, in un intreccio ritmato e incalzante: una sera Max e Paul si trovano a casa di Max per la solita partita a carte. Stanno aspettando Simon che è in ritardo. Quando quest’ultimo arriva, sconvolto, confessa di aver strangolato la moglie e cerca negli amici un alibi. Opposte sono le posizioni di Max e Paul: più intransigente il primo, più indulgente il secondo. I tre amici parlano per tutta la notte delle rispettive mogli, della loro amicizia fino a che Simon – dopo tre pasticche di tranquillante – crolla sul divano. I due amici discutono se mentire alla giustizia per proteggere l’amico oppure denunciarlo.Quando Simon si sveglia, il telefono squilla: è la polizia: la moglie di Simon – che era svenuta, non morta – lo ha denunciato per violenza.

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Mercoledì, 07 Febbraio 2018 12:10

Prosa - COPENAGHEN

DOMENICA 13 MAGGIO 2018 ORE 18 - NUOVA DATA

Domenica 25 Febbraio 2018 ore 21:00

COPENAGHEN

di Michael Frayn

Compagnia Orsini

regia Mauro Avogadro

con Umberto Orsini, Massimo Popolizio

e Giuliana Lojodice

Biglietti e abbonamenti già acquistati saranno validi per la nuova data

Botteghino aperto 11, 12 e 13 maggio (16.30/19.30)

Orsini, Popolizio e Lojodice ridanno vita e personalità al trio dei protagonisti di Copenaghen, avvincente dramma storico-scientifico del commediografo Michael Frayn. Tre persone, parlano di cose successe in un lontano passato, avvenute tanto tempo prima, quando tutti e tre erano ancora vivi.

Sono Niels Bohr (Orsini), sua moglie Margrethe (Lojodice) e Werner Heisenberg (Popolizio). Il loro tentativo è di chiarire che cosa avvenne nel lontano 1941 a Copenaghen quando il fisico tedesco Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr in una Danimarca occupata dai nazisti. Entrambi coinvolti nella ricerca scientifica, ma su fronti opposti, probabilmente vicini ad un traguardo che avrebbe portato alla bomba atomica, i due scienziati ebbero una conversazione nel giardino della casa di Bohr, il soggetto di quella conversazione ancora oggi resta un mistero e per risolverlo la Storia ha avanzato svariate ipotesi.

A diciotto stagioni dalla rivelazione della prima versione per l’Italia, Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice ridanno vita e personalità al trio dei protagonisti di Copenaghen, avvincente dramma storico-scientifico del commediografo britannico Michael Frayn.
Una nuova co-produzione riporta in scena in un nuovo tour nazionale, il formidabile duello verbale, su due fronti bellici contrapposti, fra i fisici Niels Bohr e Werner Heisenberg, alla vigilia del devastante uso della bomba atomica.
In un luogo che ricorda un'aula di fisica, immersi in un'atmosfera quasi irreale, tre persone, due uomini e una donna, parlano di cose successe in un lontano passato, cose avvenute tanto tempo prima, quando tutti e tre erano ancora vivi. Sono Niels Bohr (Orsini), sua moglie Margrethe (Lojodice) e Werner Heisenberg (Popolizio). Il loro tentativo è di chiarire che cosa avvenne nel lontano 1941 a Copenaghen quando improvvisamente il fisico tedesco Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr in una Danimarca occupata dai nazisti. Entrambi coinvolti nella ricerca scientifica, ma su fronti opposti, probabilmente vicini ad un traguardo che avrebbe portato alla bomba atomica, i due scienziati ebbero una conversazione nel giardino della casa di Bohr, il soggetto di quella conversazione ancora oggi resta un mistero e per risolverlo la Storia ha avanzato svariate ipotesi. L'asse portante attorno al quale ruota lo spettacolo è dunque il motivo per cui l’allievo andò a Copenaghen a trovare il suo maestro. Essendo Heisenberg a capo del programma nucleare militare tedesco voleva, in nome della vecchia amicizia, offrire a Bohr, che era mezzo ebreo, l'appoggio politico della Gestapo in cambio di qualche segreto? O al contrario essendo mosso da scrupoli morali, anche se tormentato dalle conseguenze che sarebbero potute ricadere sul destino della sua patria martoriata e che lui amava pur non essendo nazista, tentava di rallentare il programma tedesco fornendo a Bohr, che era schierato con gli alleati, informazioni sull'applicazione dei fondamenti teorici della fissione? Su questi presupposti l'autore da vita ad un appassionante groviglio in cui i piani temporali si sovrappongono, dando un valore universale alle questioni poste dai protagonisti. Fatto sta che le diverse ipotesi fatte all'epoca vengono qui enunciate una dopo l'altra e quindi vengono messi in scena diversi incontri tra i due fisici, con diversi andamenti. Viene quindi a tradursi metaforicamente, come struttura portante dell'impianto drammaturgico, quel Principio di Indeterminazione e di Complementarietà pronunciati molte volte nella pièce e così determinanti per l'elaborazione della teoria della relatività ad opera di Einstein. Non è possibile una sola verità oppure una sintesi efficace delle diverse verità perché una verità è semplicemente un punto di vista, il punto di vista di chi l'ha enunciata. Tutto è umano, niente è assoluto. Si possono avere solamente risposte indeterminate e quindi la somma degli scenari possibili è ciò vale anche per quell'incontro tra i due fisici. Il Novecento, così come la vita umana sono fatti di tante zone grigie, di tanto silenzio, ma finché esisterà l'uomo si cercherà sempre, in mezzo al vuoto che ci circonda e alla polvere sollevata, la traccia rarefatta di una particella di chiarezza e di verità che, comunque, ci salverà. Inutile dire che il grande valore del testo di Frayn, divenuto ormai un classico contemporaneo del teatro, non sarebbe emerso in modo così mirabile senza un trio di attori di grande spessore che sanno mettere la evidenza i diversi piani di lettura e interpretare i personaggi dando risalto alle loro infinite sfaccettature psicologiche.

Io penso che sarebbe stato un errore imperdonabile pensare di dar vita ad una Compagnia teatrale che porti il mio nome senzapensare all' opportunità di rimettere in scena uno spettacolo come "Copenaghen". Quando decisi di avere accanto a me un attore come Massimo Popolizio affidandogli anche la regia di "Il prezzo" di Miller mi era chiaro che questa collaborazione non sarebbe stata un episodio isolato. Era evidente che insieme avremmo potuto dare vita a qualcosa che oggi è sempre più difficile trovare e cioè a quel teatro di recitazione nel quale entrambi, seppure in epoche diverse, siamo cresciuti e al quale ci ispiriamo. Ed ecco che riproporre "Copenaghen", la pièce di Frayn che insieme a Giuliana Lojodice ci aveva visti interpreti per la prima volta diciotto anni fa, mi è sembrata una scelta quasi obbligata. Spettacolo nato a Udine nel 1999, riproposto con l’ERT in anni lontani a varie riprese di cui l'ultima otto anni fa, recensito dalla totalità della critica in maniera entusiastica, amato da un pubblico sempre numerosissimo, visto come un evento dai teatri delle maggiori città, sorprendente per la costante attualità del tema trattato, che si vorrebbe più di così? E allora, e non so se sarà l'ultima, ancora una volta "Copenaghen" con tutto l'impegno che la nostra Compagnia sa mettere nel far rinascere uno spettacolo con l'aiuto del Teatro di Roma e del CSS di Udine che hanno deciso, data l'eccezionalità dell'evento, di co-produrre lo spettacolo con noi ricostruendo una scenografia ormai perduta ricalcando la regia di Mauro Avogadro, col grande e significativo apporto di un' attrice come Giuliana Lojodice alla quale siamo grati per aver deciso di ricalcare le tavole del palcoscenico e condividere ancora una volta con noi questa avventura.

Umberto Orsini

 

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Martedì, 06 Febbraio 2018 17:33

Prosa - Uno Zio Vanja

Martedì 6 Febbraio 2018 ore 21:00

UNO ZIO VANJA

di Anton Pavlovic Cechov

KhoraTeatro - Teatro della Toscana

adattamento Letizia Russo

nuovo allestimento

regia Vinicio Marchioni

con Vinicio Marchioni e Francesco Montanari

e con Lorenzo Gioielli, Milena Mancini, Nina Torresi, Nina Raja, Alessandra Costanzo e Andrea Caimmi

Biglietti in vendita presso il botteghino del teatro nei giorni:  2, 3, 4, 5 e 6 febbraio (16.30/19.30 - festivo 15.30/17) oppure su www.i-ticket.it

Lo stile di Cechov, semplice e sobrio, modellato sulla tragicomico quotidiano restituisce con fascino irripetibile e struggente, le complesse sfaccettature dell’esistenza umana anticipando e influenzando tutti i motivi successivi della drammaturgia occidentale europea e nordamericana. L’ adattamento di Zio Vanja di Letizia Russo, nel rispetto della linea editoriale di Khora.teatro, ha l’ obbiettivo di riavvicinare il pubblico ai classici della storia del teatro facendo perno su precise note di contemporaneità della scrittura cecoviana per esaltarne la straordinaria attualità creativa. La regia di Vinicio Marchioni, attorniato da un cast di creativi di comprovata qualità artistica e professionale, prende le mosse da un profondo studio del mirabile meccanismo drammaturgico dell’originale, per restituirne pienamente il dovuto spessore culturale.

 

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Martedì, 16 Gennaio 2018 10:58

Prosa - Bukurosh mio nipote ovvero...

Martedì 16 Gennaio 2018 ore 21:00

BUKUROSH MIO NIPOTE
OVVERO IL RITORNO DE I SUOCERI ALBANESI

FRANCESCO PANNOFINO e EMANUELA ROSSI
con ANDREA LOLLI, SILVIA BROGI, MAURIZIO PEPE, FILIPPO LAGANA', ELISABETTA CLEMENTI
di GIANNI CLEMENTI - regia CLAUDIO BOCCACCINI

Viola Produzioni

Biglietti in vendita presso il botteghino del teatro il 15 e 16 gennaio (16.30/19.30) oppure su www.i-ticket.it

Dopo lo straordinario successo de I Suoceri Albanesi con una tournèe di 200 repliche in tutta Italia, Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi, tornano a raccontarsi in Bukurosh, mio nipote. Lucio, consigliere comunale progressista; Ginevra, chef in carriera di cucina molecolare e la loro figlia 17enne Camilla; Corrado, Colonnello gay in pensione; Benedetta, titolare dell’erboristeria sotto casa; Igli, albanese, titolare di una piccola Ditta edile e Lushan, il suo giovane fratello, sono nuovamente gli “eroi” della nuova commedia di Gianni Clementi, autonoma, ma anche sequel ideale.
Lucio e Ginevra sono appena tornati dall’Albania, reduci insieme a Corrado e Benedetta dal matrimonio riparatore di Camilla con Lushan, di cui è rimasta incinta durante i lavori di ristrutturazione del bagno di casa. Ai dubbi per la scelta tanto azzardata della figlia si sommano le preoccupazioni per il suo futuro, l’annuncio delle imminenti elezioni comunali per Lucio, la notizia che il ristorante molecolare di Ginevra comincia ad accusare un notevole calo di clienti e il problema della imminente convivenza in casa con i novelli sposi. L’impegno di acquistare e ristrutturare, tramite la ditta di Igli, l’appartamento sullo stesso pianerottolo, anche se economicamente impegnativa, si prospetta come un’occasione unica per preservare la vicinanza con la figlia ma anche l’intimità familiare. Ma l’arrivo improvviso e anticipato dal viaggio di nozze di una Camilla disperata e sola, non fa che rafforzare i loro dubbi sulla fragilità della loro figliola e soprattutto di quell’unione. Anche per gli amici di famiglia Corrado e Benedetta le novità non mancano…
Tutto sembra precipitare ulteriormente: purtroppo Lucio non viene eletto e da ex onorevole, per la prima volta in vita sua, scopre di non saper fare niente. Non ha un mestiere; lui che ha dedicato tutta la sua vita sempre e solo alla politica! Lucio e Ginevra cadono in una profonda depressione, ma paradossalmente le difficoltà del momento riavvicinano molto la coppia e, come recita il famoso detto spagnolo: “un bambino arriva sempre con il pane sotto il braccio”, la nascita di Bukurosh sembra sgombrare il cielo dalle nubi.
Un interno medio borghese, una famiglia che vede messa in pericolo la propria presunta stabilità ed è costretta a mettersi in gioco. Bukurosh, mio nipote vuole essere una divertita riflessione sulla nostra società, sui nostri pregiudizi, i nostri timori, le nostre contraddizioni, debolezze e piccolezze.

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Venerdì, 05 Gennaio 2018 15:05

Prosa - L'anatra all'arancia

venerdì 5 gennaio 2018 ore 21

L'ANATRA ALL'ARANCIA

dal testo “The Secretary Bird” di William Douglas Home
versione francese di Marc Gilbert Sauvajon
Traduzione, adattamento e regia di: LUCA BARBARESCHI
Scene: TOMMASO FERRARESI
Costumi: SILVIA BISCONTI
Luci: IURAJ SALERI
Dramaturg: NICOLETTA ROBELLO BRACCIFORTI
Organizzazione: MASSIMO VULCANO e FEDERICA MIRAGLIA
Produzione: ELISEO – TEATRO NAZIONALE DAL 1918 FONDAZIONE TEATRO DELLA TOSCANA
con: LUCA BARBARESCHI, CHIARA NOSCHESE, GERARDO MAFFEI, MARGHERITA LATERZA
e con la partecipazione di: ERNESTO MAHIEUX

Biglietti in vendita presso il botteghino del teatro il 3, 4 e 5 gennaio (16.30/19.30) e online su www.i-ticket.it


LA COMICITÀ È UNA COSA MERAVIGLIOSA

L’anatra all’arancia è una bellissima storia universale di un uomo e di una donna e di come il protagonista si inventi un modo per riconquistare la moglie che lo ha tradito e che amava, architettando un piano per dimostrarle che lui è il suo unico amore anche dopo 25 anni – racconta Luca Barbareschi. 
Spettacolo cult del teatro comico, titolo emblematico di quella drammaturgia che suscita comicità con classe e attraverso un uso sapiente e sottile della macchina teatrale, la pièce viene proposta in questa stagione in una moderna edizione, impreziosita da un cast di primi nomi: Luca Barbareschi – che firma anche la regia – Chiara Noschese, Ernesto Mahieux, Gerardo Maffei e Margherita Laterza animeranno l’ingranaggio della commedia sostenendo il ritmo e la vorticosa energia dello spettacolo con la precisione di una partitura musicale.

Questa commedia ha una profondità ed un’intelligenza straordinarie - spiega il regista - ha la stessa potenza di ‘Chi ha paura di Virginia Woolf?’ ma, a differenza del testo di Albee, ha una struttura narrativa molto divertente, che aiuta a veicolare concetti profondi con la risata. Ho riadattato la scrittura usando due grandi scienze, la psicologia e l’antropologia, studiando atteggiamenti, movimenti e nevrosi che caratterizzano le nostre abitudini. 

Gilberto e Lisa sono una coppia sposata da venticinque anni; più che dal logorio della routine, il loro ménage è messo in crisi dalla personalità di lui, egoista, egocentrico, incline al tradimento, vittima del proprio essere un clown che finisce per stancare chi gli sta intorno. Esasperata, Lisa si innamora di Volodia, tutto l’opposto del marito, un russo di animo nobile, un romantico sognatore che ha scelto di trascorrere la sua vita in Lucania. Punto sul vivo, Gilberto studia una strategia di contrattacco e organizza un week-end a quattro, in cui Lisa e il suo amante staranno insieme a lui e alla sua attraente segretaria, Chanel Pizziconi, un misto tra scemenza e genialità. Il tutto sotto gli occhi di un sempre più interdetto cameriere, un cechoviano personaggio che, come un sorta di fantasma, si aggira per la casa e si rivelerà il deus ex machina della storia. 

L’imprevedibile piano di Gilberto, che al principio sembra sgangherato, è ricco di imprevisti e colpi di scena che si susseguono fino all’ultimo istante. Una vicenda leggera e piacevole che conquista lo spettatore con la simpatia dei personaggi, le soluzioni effervescenti e mai banali, i dialoghi gustosi e irresistibili ma mai privi di eleganza, e, naturalmente, l’interpretazione degli attori che in simili gioielli della concezione comica trovano un banco di prova per nulla scontato. 

Ciò che muove il meccanismo di questa storia è l’incomprensione, l’egoismo, non la gelosia. Parliamo di una macchina perfetta, di dialoghi d’autore, in cui si scandaglia l’animo umano e le complesse dinamiche di coppia – prosegue Barbareschi. E aggiunge, l’happy ending arriva benefico dopo due ore di spettacolo durante le quali la psicologia maschile e quella femminile permettono al pubblico di identificarsi con i protagonisti. Una volta riconosciuti i propri errori e quelli del partner, Gilberto e Lisa affermano ‘noi due non sarà mai perfetto lo sai, ma sarà noi due’.  

La commedia, scritta nei primi anni Settanta, è opera dello scozzese Williams Douglas Home, poi adattata dal celebre autore teatrale francese Marc Gilbert Sauvajon. Del 1973 è un’edizione rimasta storica, diretta e interpretata da Alberto Lionello al cui fianco recitava Valeria Valeri. Celebre è anche la versione cinematografica che vantava l’interpretazione di Ugo Tognazzi e Monica Vitti, nei panni della coppia protagonista con la regia di Luciano Salce. 

Non ho voluto rifarmi ai vecchi modelli ma sicuramente mi ritrovo negli straordinari artisti che prima di me hanno affrontato questi ruoli, per tempi comici e per il sottile cinismo. Sono felice di mantenere la tradizione riprendendo un modello che è diventato un cult. Del resto la comicità è una medicina meravigliosa per elaborare il “dolore”. 

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Sabato, 21 Gennaio 2017 00:00

SPETTACOLO 21 GENNAIO ANNULLATO

Lo spettacolo di prosa "Camera con Vista" (inizialmente previsto per il 9 gennaio e rinviato al 21 gennaio) è stato ANNULLATO a causa delle difficoltà che in tutta la regione si registrano in queste ore.

Sarà comunicato in seguito lo spettacolo che lo sostituirà, per il quale saranno comunque validi i biglietti e gli abbonamenti già acquistati.

Eventuali rimborsi dei biglietti potranno essere richiesti presso il botteghino del teatro.

Per informazioni: 348/8022085 - 0872713586 - 0872717148

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Martedì, 20 Gennaio 2015 00:00

Variazione spettacolo 20 gennaio 2015

Lo spettacolo di prosa del 20 gennaio "Le fuggitive" è stato sostituito da "REGINA MADRE" di Manlio Santanelli
con Milena Vukotic e Antonello Avallone, regia Antonello Avallone.

I biglietti già acquistati e gli abbonamenti sono validi per il nuovo spettacolo.
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A causa del protrarsi della indisponibilità del Teatro Comunale “Fedele Fenaroli” di Lanciano, in seguito ai lavori di adeguamento, messa a norma ed in sicurezza, si comunica che lo spettacolo di prosa “Annie & Jennifer” previsto il 30 aprile (recupero dello spettacolo non andato in scena il 5 marzo) verrà ulteriormente rinviato al 29 maggio alle ore 21.

Si informa inoltre che il rimborso della quota parte di abbonamenti (per l’annullamento dello spettacolo del 1 aprile scorso), sarà effettuato il 27, 28 e 29 MAGGIO dalle 16.30 alle 19.30 presso il botteghino del teatro e non più il 28, 29 e 30 aprile.

 

Per ulteriori informazioni: 0872713586 - 0872717148 
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A causa dei lavori di adeguamento, messa a norma ed in sicurezza del Teatro Fenaroli di Lanciano, la Stagione Teatrale programmata ha subito dal mese di marzo alcuni annullamenti e rinvii.
Poiché i lavori in corso continueranno anche durante parte del mese di aprile, si informa che:

Per la stagione di TEATRO DIALETTALE, promossa dall’Associazione Amici della Ribalta, lo spettacolo del 30 marzo è stato annullato; l’XI Festival di Teatro Dialettale si concluderà con la sola cerimonia di premiazione ed assegnazione del premio “Città di Lanciano - Premio Maschera d’Oro” domenica 6 aprile alle ore 18.30 presso la SALA MAZZINI, con ingresso libero.
L’Associazione Amici della Ribalta informa, inoltre, che saranno rimborsati quota parte degli abbonamenti e i biglietti già acquistati per i due spettacoli non andati in scena “Er Tinea” e “Cerimonia di premiazione”.
I rimborsi saranno effettuati esclusivamente dal 31 marzo al 4 aprile dalle 16.30 alle 19.30 presso il botteghino del teatro.

Per ulteriori informazioni: 0872713586 - 0872717148
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Martedì, 01 Aprile 2014 00:00

Spettacolo del 1 aprile ANNULLATO

Lo spettacolo di prosa del 1 aprile LA LISTA DI SCHINDLER è stato annullato.

I biglietti e la quota parte degli abbonamenti saranno rimborsati presso il botteghino del teatro nei giorni 28/29 e 30 aprile (esclusivamente dalle 16.30/19.30).
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