La storia è incentrata sulle vicende
di Mirandolina un? attraente e astuta giovane donna che gestisce una locandiera
ereditata dal pedre, con l?aiuto del suo cameriere Fabrizio.
La locandiera viene corteggiata da ogni
uomo che frequenta la locanda,soprattutto dal marchese di Forlipopoli, un
aristocratico decaduto a cui non rimane nient’altro che il titolo nobiliare,
convinto che basti la sua protezione per conquistare Mirandolina; e dal conte
d’Albafiorita, un mercante che, arricchitosi, è entrato a far parte della
nuova nobiltà,credendo di poter procurarsi l’amore di Mirandolina acquistando
per lei numerosi regali. L’astuta locandiera, da buona mercante, non si concede
a nessuno dei due, lasciando intatta l’illusione di una possibile conquista.
I nobili clienti, invaghiti, tardano a lasciare l’osteria, e così facendo
contribuiscono alla crescita del profitto della locanda, ma l’arrivo del
Cavaliere di Ripafratta, un aristocratico misogino, e che prova disprezzo
per le donne, sconvolge la situazione. Il Cavaliere lamentandosi del servizio
scadente della locanda, detta ordini a Mirandolina, che ferita nel suo orgoglio
femminile perché non abituata ad essere trattata come una serva, si promette
di far sì che il cavaliere s’innamori di lei ed in breve tempo, riesce nel
suo intento. Mirandolina, però, lo rifiuta appena vede che il suo gioco le
sta sfuggendo di mano: il marchese ed il conte, notando le speciali attenzioni
di Mirandolina rivolte al cavaliere, quest ultimo disposto perfino a usare
la violenza per realizzare il suo fine di averla tutta per sé.
Mirandolina, con un abile
stratagemma riappacifica i nobili, si sposa con il cameriere Fabrizio,che
non ama, ma decide di sposarlo perché lo ha promesso a suo padre, prima della
morte,anche perché Fabrizio l?ha sempre amata, e per farlo diventare così
,il padrone della locanda, promettendo a se stessa di non giocare più con
il cuore degli uomini.
L’abilità
del regista Jurij Ferrini è stata quella di mettere in scena una commedia
come quella di Goldoni,sconvolgendola per riadattarla ai giorni nostri,attraverso
le modifiche di gesti;linguaggio, che tende al comico e al grottesco;attraverso
i costumi,non più quelli dell?epoca, ma quelli che ognuno di noi oggi è abituato
ad indossare: i jeans.
Di Santo Donata Elisabetta
VAS del liceo delle Scienze Sociali
Istituto Statale C. de Titta, Lanciano
