Fenaroli
Luoghi sospesi nella memoria
Danzare La Vita – E Motion Gruppo Phoenix
Coreografia e regia di Francesca La Cava
Collaborazione artistica: Corinna Anastasio
Musica: tradizionale africana
Musica originale e video: Marco Schiavoni
Disegno luci: Stefano Pirandello
Costumi: Laura De Gregori
Interpreti: Corinna Anastasio, Stefania Bucci, Laura Filardo, Flaminio Galluzzo, Francesca La Cava, Arianna Sirolli, Francesco Zecca, con la partecipazione di Giulia Pirandello
Produzione: E-motion Gruppo Phoenix e Regione Abruzzo
Coproduzione: Danzare la vita
Una dedica allimmenso Continente Nero: al suo popolo, ai suoi miti, ai suoi riti e alle sue donne.
Uno sguardo allAfrica di oggi: nel suo esistere tra capanne e consumismo grazie a un percorso rapido e affascinante, anche se ricco di violenza e contraddizioni. Un viaggio onirico per raccontare, talvolta con ironia, le tragedie quotidiane, il feticismo, la violenza, la magia e la stregoneria dei vodoun. Da qui parte il viaggio della coreografa: dalla Dea del mare, Mamy Wata, e dalle donne, bambine-adulte per raccontare, partendo dal passato, lAfrica di oggi: meraviglioso continente dove i rituali religiosi di matrice animista convivono con i segnali di consumismo, dove le donne emanano eleganza intrisa di rassegnazione, dove si avverte, in modo inequivocabile, lingiustizia di cui lOccidente è responsabile.
Note di Francesca La Cava: Difficile raccontare l’Africa…. Durante i miei soggiorni in questo meraviglioso continente sono rimasta colpita dall’eleganza intrisa di rassegnazione delle donne, dai rituali religiosi di matrice animista che gli africani conservano nonostante la forte presenza delle religioni dei colonizzatori e dalla violenta presenza degli oggetti di consumo della nostra cultura occidentale. Ho guardato l’Africa con gli occhi di una bambina occidentale, immaginando la sua reazione davanti a un mondo tanto diverso dal suo e ho fatto un viaggio onirico che mi ha consentito di raccontare i rituali religiosi (il feticcio, la violenza e il vodoun), le donne e gli influssi dell’Occidente in questa terra. Ma noi non siamo africani…Il nostro viaggio è occidentale e risente della nostra cultura: durante lo spettacolo utilizziamo oggetti abituali del nostro mondo enfatizzandone la presenza sulla scena.
La creazione è suddivisa in tre sezioni: abbiamo interpretato il feticcio usando un nostro oggetto di forte impatto consumista; parliamo, con un taglio inizialmente ironico, dello sfruttamento e della violenza sulle donne mescolando la cultura africana alla nostra; esaltiamo la bellezza delle donne africane, sempre utilizzando entrambe le culture, per parlare di un rito vodoun: quello di Mamy Wata, divinità del mare e dei fiumi, femminile e civettuola. Ed infine la bambina conclude il suo viaggio……...
BIGLIETTI IN VENDITA IL GIORNO 19 DICEMBRE presso il botteghino del teatro (8.30/11 – 16.30/19) – Il botteghino sarà aperto nuovamente un’ora prima dello spettacolo.
In prenotazione da questo link a partire dal 14 dicembre
Ultime dalla bacheca
Vai alla bacheca
Stagione Teatrale 2026/2027 – TEATRO COMUNALE FEDELE FENAROLI
Grandi interpreti della scena italiana, tradizione, teatro contemporaneo e spettacoli per ragazzi. Tornano gli incontri tra studenti e…
Leggi di più
LABORATORIO DI FORMAZIONE TEATRALE
L’Amministrazione Comunale, nell’ambito della Stagione Teatrale 2026/2027, organizza presso il Teatro Comunale “F. Fenaroli” il Laboratorio “Incontriamoci a…
Leggi di più
Rassegna cinematografica “Cinema d’autore, grandi classici”
SALA MAZZINI, DAL 1° OTTOBRE AL VIA LA VENDITA DI BIGLIETTI E ABBONAMENTI PER “CINEMA D’AUTORE, GRANDI CLASSICI”…
Leggi di più