Giovedì 24 gennaio 2019 ore 21
“DON CHISCI@TTE”
di Nunzio Caponio, liberamente ispirato a “Don Chisciotte della Mancia” di Miguel de Cervantes
Arca Azzurra Teatro produzioni
Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi
e con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosati, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Paolo Ciotti, Gabriele Gioffreda, Desirée Noferini
adattamento e regia di Davide Iodice
Biglietti in vendita presso il botteghino del teatro 10 e 11 gennaio – 22, 23 e 24 gennaio (16.30/19.30) oppure su www.teatrofenaroli.it
Quante volte usiamo i panni di Don Chisciotte per sottolineare la lotta assurda, a volte grottesca, nei confronti di sfide verso nemici materiali ed immateriali che troviamo nella nostra società. Ebbene si tratta di una trasposizione teatrale di Cervantes ai giorni nostri, ironica e graffiante, in cui i mulini a vento vengono sostituiti da moderni mostri contro cui in qualche modo si deve sempre e comunque combattere. Un’analisi inedita dei nostri tempi che passa tra le quinte e il palcoscenico per arrivare in platea e che nel Teatro, luogo e arte, trova un mezzo di comunicazione sicuramente appropriato. Lo spettacolo scaturisce da una scrittura originale che a sua volta prende ispirazione dallo spirito dell’opera di Cervantes scagliando una volta di più la simbologia di questo ‘mito’ contro la nostra contemporaneità. Con vesti sgangheratamente complottiste e una spiritualità naif, accompagnato da un Sancio, un irresistibile Stefano Fresi, che è insieme figlio e disorientato adepto, il nostro Don, interpretato da uno straordinario Alessandro Benvenuti, intraprende un corpo a corpo disperante e “comico” contro un mondo sempre più virtuale, spinto a trovare l’origine del male nel sistema che lo detiene. «Se avessimo un pizzico del coraggio e del senso di giustizia del Don Chisciotte – sottolinea l’autore, Nunzio Caponio – forse, le nostre folli vite troverebbero finalmente un senso». Dall’improbabile rifugio in cui si è rintanato, lotta per mantenere intatto il suo pensiero critico coltivando ancora un’idea: l’IDEA. Unica finestra sull’esterno (o su altri interni) una teoria di schermi che s’affaccia su personaggi e mondi annodati, interferenze che spronano i nostri eroi all’Azione, ad una qualche azione. E se, nella giostra di pensieri che galoppano progressivamente verso l’inevitabile delirio, le menti malefiche dei giganti delle multinazionali sono il nemico contro cui scagliarsi, l’Amore è ancora il vento che soffia e muove, anche se Dulcinea, intrappolata in una webcam, può svanire dolorosamente per un banale blackout.
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