Un gatto con gli stivali?

Teatro
Fenaroli
Scheda spettacolo
Data domenica 20 Gennaio 2008
Ora 16:30
Categoria Teatro Ragazzi
Stagione 2007/2008

liberamente ispirato alla fiaba di Charles Perrault, a quella di Jacob e Wilhelm Grimm e a tutte le altre versioni
una produzione TEATRO DEL CANGURO – TEATRO COIBUCHI, Ancona

Biglietti in vendita presso il
botteghino del teatro a partire dal 17 gennaio (8.30/11 – 16.30/19
festivi esclusi).
In prenotazione dal sito a partire dal 15 gennaio

fascia d’età consigliata : 4 – 10 anni durata: 60 minuti tecnica utilizzata: teatro d’attore

La storia potrebbe essere raccontata così: c’è il mondo degli uomini dove tutti appaiono un po’ creduloni, ingenui, facilmente raggirabili, pronti a prendere quel che si può prendere e ad affermare quanto si chiede loro d’ affermare senza tanto pensarci su. In questo mondo un po’ pigro e rassegnato c’è chi non si stupisce troppo se un animale domestico si mette improvvisamente a parlare e al contrario s’affretta a fornirgli quelli che diverranno gli strumenti di un astuto gioco (stivali e sacco). C’è ancora chi è disposto a credere all’esistenza d’un ipotetico marchese di Carabas solo perché ne riceve per interposta persona generosi e ghiotti doni.  

C’è anche un orco (chi sa se l’orco è un uomo con poteri straordinari o è un mago sotto le sembianze di un uomo brutto e cattivo?) che si fa ingannare senza colpo ferire e si fa divorare come se fosse un topo qualsiasi. C’è infine una fanciulla che, nonostante le bugie e gli inganni, per sua fortuna non rimarrà delusa dall’incontro con il suo finto nobile promesso sposo. In questo mondo di ingenue e passive pedine si aggira un furbo felino, manovratore di una complessa scacchiera dove tutto al termine della partita concorrerà al soddisfacimento del suo tornaconto personale. E poco importa se il suo sogno a noi può sembrare modesto: ma un gatto che cos’altro può desiderare se non essere un gatto di buona famiglia al caldo, con abbondante cibo a disposizione! Quando tutto questo accadrà non sarà più necessario proferire parola. (Forse è per questo che i nostri gatti non parlano!) Incidentalmente al bene del gatto corrisponderà anche un grande bene per il suo padroncino che si ritroverà ricco e felice, sposato con la figlia del re! Ma allora qual è l’insegnamento che si deve trarre da “Il gatto con gli stivali”: forse che gli inganni sono ammessi se orditi a fin del nostro bene? O più semplicemente che la necessità aguzza l’ingegno? O che l’astuzia è il bene supremo? (Naturalmente se quelli che ci sono accanto sono molto meno furbi di noi!) Oppure che è bella tanta dedizione al proprio padrone? O che… Ma è poi così necessario rintracciare ad ogni costo qualche insegnamento da una storia che si ascolta? Oppure ci si può “accontentare” di godere di un racconto originale, divertente, ricco di invenzioni e sorprese? A proposito perché il gatto aveva voluto indossare gli stivali? E’ possibile che l’unica ragione fosse quella di non graffiarsi le zampe nel bosco durante le cacce a conigli e pernici? O forse solamente perché senza gli stivali non sarebbe stato il Gatto con gli stivali?

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