Log in

Il Padrone

Il 31 Gennaio 2025, nell'ambito del progetto "Laboratorio di teatro" organizzato dall'assessorato alla cultura del comune di Lanciano, abbiamo avuto l'opportunità di assistere allo spettacolo "Il Padrone" diretto da Pierluigi Iorio, presso il teatro Fedele Fenaroli. 

Lo spettacolo è ambientato dopo la Seconda Guerra Mondiale e la storia è quella di due coniugi, i quali hanno fatto da prestanome per il loro padrone ebreo, che ha intestato tutte le sue proprietà ai due per via delle leggi raziali per poi scappare e non farsi vedere per più di 15 anni, fin quando il padrone non sembra essere tornato. Questo causa una serie infinita di equivoci e tradimenti che porta avanti lo spettacolo fino ad un enigmatico finale. Lo spettacolo affronta temi complessi come l'identità, i sensi colpa, la sopravvivenza e il tradimento in un contesto storico delicato. La vicenda dei prestanome e del padrone scomparso apre riflessioni sulla memoria collettiva e sulle conseguenze delle leggi razziali, senza però trasformare il testo in una lezione storica: la storia resta viva perché raccontata attraverso persone concrete, con le loro contraddizioni. Questo equilibrio tra impegno e intrattenimento è uno dei punti di forza della produzione.
 
L'incontro con gli attori è stato molto interessante e ricco di aneddoti, soprattutto da parte di Nancy Brilli, la quale grazie alla sua esperienza non solo teatrale ma anche nel cinema e nella televisione ha contribuito a rendere l'incontro molto interessante ed accattivante, aggiungendo anche una sottile vena di sarcasmo ed autoironia che ho particolarmente apprezzato. In sostanza l'incontro con il cast è stato un valore aggiunto, ha aggiunto profondità all'esperienza teatrale e gli aneddoti e le riflessioni condivise sul processo creativo hanno permesso di comprendere meglio le scelte registiche e interpretative.
 
Lo spettacolo ha soddisfatto pienamente le mie aspettative, soprattutto sul piano della messa in scena e della recitazione, tutti e tre i personaggi sono interpretati alla perfezione dando vita a caratteri credibili e sfaccettati. La chimica tra i tre è palpabile, i silenzi, gli sguardi e i piccoli gesti funzionano come un linguaggio parallelo che arricchisce i dialoghi. Le scelte interpretative valorizzano sia il lato farsesco della vicenda sia la sua dimensione più amara, rendendo ogni scena significativa sul piano emotivo e la narrazione è stata sicuramente aiutata sia dai costumi verosimili per l'epoca di riferimento ma soprattutto per la scenografia, la quale è stata costruita in maniera eccelsa, è un elemento narrativo a sé stante, capace di suggerire tempi, spazi e tensioni sociali senza ricorrere a spiegazioni verbali. I costumi, curati nei dettagli, aiutano a collocare i personaggi nella loro condizione sociale e storica. L'illuminazione, infine, è utilizzata con intelligenza per modulare l'atmosfera, passando da toni caldi e domestici a tagli più freddi e sospesi nei momenti di svolta.
 
Nel complesso "Il Padrone" si conferma uno spettacolo ben costruito, capace di coniugare qualità attoriale, cura scenica e profondità tematica. Lo consiglio a chi cerca un teatro che sappia divertire e al tempo stesso stimolare la riflessione, valorizzando la storia attraverso una messa in scena attenta e coinvolgente.
 
Giulio Natale, Liceo linguistico De Titta- Fermi

Log in or Sign up